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Il comune di Settimo Rottaro appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Un Paese Che Cambia

Esperimenti di progettazione partecipata - Un parco giochi ..... Fantastico

Il concorso di idee per i professionisti - Un parco giochi ..... Fantastico

Le città sostenibili dei bambini e delle bambine - Un parco giochi ..... Fantastico

Un parco giochi ..... Fantastico

Casa della non violenza di S.Ferdinando di Puglia: il sito web - La Fontana leggera

Inaugurazione tettoie fotovoltaiche e fontana leggera (di Michela Guerini) - La Fontana leggera

La Fontana leggera 1


“Chiare fresche dolci acque …” così declamava il poeta ma oggi, quando parliamo di acqua, ci vengono in mente freschi ruscelli immacolati fluenti da ghiacciai perenni (?) oppure ci balza alla mente, molto più realisticamente, l’odioso business che “mercanti globali” senza scrupoli stanno tentando di mettere in atto sottraendo alle persone quello che è uno dei più fondamentali quanto essenziali diritti?

Da anni è in corso un accaparramento scellerato alla gestione di quella che sarà la risorsa strategica del prossimo futuro; finite le guerre per il petrolio cominceranno quelle per l’acqua potabile anzi, in certi paesi, sono già cominciate. La situazione è, in alcuni casi, drammatica ma come sempre più spesso accade, anche riguardo altre incredibili violazioni dei più elementari diritti della persona, la nostra società frenetica non ha tempo per fermarsi a ragionare e tende a rimuovere il problema o meglio ancora a fare finta di non vederlo come il mucchietto di polvere che si nasconde sotto il tappeto.

Fiumi e mari inquinati, intere popolazioni messe in ginocchio dalla siccità, dighe faraoniche che cancellano villaggi e storie secolari, desertificazione dilagante, piogge torrenziali e dilavamento dei suoli, mercificazione di diritti essenziali sono solo alcuni tra i grandi problemi che ruotano intorno a questa preziosa risorsa e invece di assistere a politiche lungimiranti, solidali e condivise continuiamo a veder passare TIR a pieno carico che trasportano l’acqua “minerale” da Aosta a Palermo e viceversa. Certo, tutto a vantaggio del PIL …..

Il bello di tutto ciò è che non è roba di ieri. “Immagina questo, coperto di grano, immagina i frutti, immagina i fiori, e pensa alle voci e pensa ai colori. E in questa pianura fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli, il ritmo dell’uomo e delle stagioni……” Ma allora il problema c’era già quando Guccini nei primi anni ’70 cantava “Il vecchio e il bambino” e cosa è cambiato? Il massimo che si è riusciti a fare in Italia in questi decenni è che, grazie a politiche sempre più bipartisan, si è venuta a creare una situazione nella quale chi oggi semplicemente manifesta pubblicamente la propria contrarietà alle teorie iper-liberiste e “sviluppiste”, tipiche del mondo occidentalizzato, viene paragonato, quando gli va bene, ad un troglodita che vuole tornare ai tempi delle caverne. Ma tant’è: questo passa il convento e a breve ci aspettano il ritorno al nucleare, la riforma “ad personam” della giustizia, i debiti di Alitalia, inceneritori e termovalorizzatori, il grembiulino a scuola, lo zero in condotta e, prima o poi, anche le orecchie d’asino dietro la lavagna. Per fortuna c’è un’opposizione parlamentare ostica, forte e combattiva che quando il gioco si fa duro ……..

Battute a parte, più che resistere, resistere, resistere servirebbe oggi cambiare, cambiare, cambiare! Serve tirare una riga anzi un solco. Resettare il sistema. Uno dei metodi possibili per farlo potrebbe essere, come scrive Giulio Marcon, fare politica andando oltre i partiti (che peraltro già non esistono più). C’è in giro per l’Italia e nel mondo gente che ha buone idee: basta concretizzarle, metterle in atto e renderle di dominio pubblico, farne esperienza e sapere collettivo. Fare politica come gestione solidaristica dei beni comuni fregandosene del sistema perverso di gestione del potere che è ormai sull’orlo del baratro nel quale si butterà da solo senza nemmeno bisogno di spingervelo.

Venendo all’oggetto dell’articolo e cioè la fontanella di acqua frizzante che a Settimo Rottaro inaugureremo domenica 28 settembre nell’area del parco giochi vuole proprio essere un esempio di questo modo di pensare alle politiche del futuro.

Ma perché una fontana pubblica di acqua frizzante? I motivi sono molteplici. Intanto è inutile negarselo oggi la stragrande maggioranza delle persone beve acqua frizzante per cui se questo è il motivo principale per cui l’Italia è uno dei paesi con il maggior consumo pro-capite del mondo di acqua in bottiglia abbiamo pensato di gasarcela quest’acqua, dopodiché chi si reca alla fontanella potrà tranquillamente riempire le proprie bottiglie anche di acqua “liscia”. L’unica aggiunta che verrà fatta è quella di anidride carbonica senza altri strani composti come gli acidificanti utilizzati per mantenere a lungo la gasatura nelle bottiglie in commercio. L’acqua degli acquedotti è molto più controllata, per lo meno pubblicamente, di quella dei produttori privati (basta guardare sull’etichetta la data dell’ultima analisi effettuata) e spesso è anche di miglior composizione chimico-fisica ed inoltre ha un costo infinitesimamente più basso. E’ palese e certamente non secondaria l’eliminazione dei contenitori in plastica. Basta procurarsi qualche bottiglia con tappo avvitabile che si potrà riempire infinite volte e il gioco è fatto. In base ai consumi terremo monitorata la quantità di plastica non utilizzata, il minor consumo energetico per produrla e di conseguenza il minor inquinamento immesso in atmosfera. Altro aspetto da non trascurare è quello dei trasporti. Ogni cittadino potrà tranquillamente recarsi alla fontanella a piedi o in bicicletta evitando in tal modo di recarsi al supermercato per acquistare confezioni di acqua che spesso e volentieri giacciono per mesi in piazzali assolati.

La Fontana Leggera 2

Come effetto a catena diminuiranno anche i rifornimenti ai punti vendita fermando quell’assurdo meccanismo di cui si parlava in precedenza, necessario solo a generare PIL, che fa viaggiare l’acqua senza alcun senso logico per l’Italia, e non solo, quando in ogni luogo esistono fonti di approvvigionamento o pozzi che alimentano gli acquedotti comunali. Nei tempi della difficoltà ad arrivare a fine mese non disdegnerei nemmeno la questione del risparmio tenendo conto che oggi le famiglie spendono centinaia di euro all’anno per l’approvvigionamento di acqua da bere. Un altro elemento che emerge è quello della socialità. La fontana come luogo di ritrovo dove scambiare quattro chiacchiere, sulla settimana appena trascorsa o su come vanno i figli a scuola, all’aria aperta e magari con i bimbi che nel frattempo fanno un giro sulla teleferica del parco giochi interrompendo la desolante abitudine di salutare amici e conoscenti sotto i neon e respirando l’aria condizionata dei centri commerciali.

Chiuderei con l’aspetto che mi sta più a cuore in quanto amministratore e cioè quello della sensibilizzazione sull’utilizzo di quel bene comune e indispensabile che è l’acqua potabile. L’acqua oltre che un bene essenziale per la sopravvivenza degli esseri umani è anche un diritto della persona ed è compito di tutti imparare a non sprecarla facendone un uso consapevole e responsabile. La gran parte dell’acqua potabile viene utilizzata a scopi non potabili come innaffiare gli orti, riempire le piscine o fare il bagno e questo ci deve far riflettere soprattutto tenendo in debito conto le ultime estati, fatta salva quella appena trascorsa, con problemi di siccità e approvvigionamento idrico in territori come i nostri dove l’acqua c’è sempre stata e in abbondanza. Le risorgive che fino a qualche tempo fa zampillavano sulle nostre colline stanno scomparendo, più in basso i rigagnoli e le rogge che prima erano sempre colme (da bambini ci andavamo pure a pescare) oggi resistono ancora solo se alimentate da qualche depuratore, le falde acquifere si sono abbassate di metri. Questa non è solo nostalgia o esercizio retorico, questa è la realtà e noi abbiamo il dovere di dire come stanno le cose e di lasciare ai nostri figli un mondo, se non migliore, almeno non peggiore di quello che abbiamo ricevuto dai nostri padri e se uno dei modi per cominciare a farlo può essere una fontanella di acqua frizzante l’appuntamento è per tutti, bottiglia alla mano, a Settimo Rottaro domenica 28 settembre.

Francesco Comotto

La fontana leggera al Tg3 - La Fontana leggera

Swiss Info - La Fontana leggera

Un bellissimo video realizzato dalla Casa della non violenza di S.Ferdinando di Puglia - La Fontana

Latte fresco e genuino alla spina

Ma cos’è il latte crudo? E davvero fa bene? In pratica, a fare la differenza è la mancata pastorizzazione: il latte crudo, cremoso e dal sapore intenso, è quello sottoposto soltanto a un trattamento di filtrazione e refrigerazione a 4° C e null’altro. Il latte, munto a circa 37° C, viene subito raffreddato con un sistema ad acqua gelida, che impedisce un eventuale innalzamento della carica batterica.

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Quanto ai benefici, l’alto valore nutrizionale è all’uopo dimostrato. La pastorizzazione e, quindi, il trattamento con il calore, distrugge almeno il 10 per cento delle vitamine B1, B6 e B12 e il 25 per cento della vitamina C presenti nel latte crudo. Inoltre, rende l’organismo incapace di assorbire l’acido folico, ossia quella vitamina che tanto è importante per i nostri nervi, la circolazione del sangue e lo sviluppo embrionale. Come se non bastasse, la pastorizzazione può inattivare anche i veicoli delle proteine dello zinco, del siero e del ferro. Una catastrofe!

In più, consideriamo quanto il buon latte crudo giovi anche a portafogli e ambiente. Un litro di latte biologico è venduto ad un prezzo medio di 1,00 euro, a fronte di 1,55 euro per un litro di latte pastorizzato fresco. Prezzo, questo, che schizza all’inverosimile se ci si vuole viziare con latte ad “alta digeribilità”, addizionati di Omega3, di calcio e chi più ne ha più ne metta.


Questi prezzi comprendono imballaggi (inquinanti) pubblicità (noiosa) e trasporti chilometrici (disastrosi). Al contrario, il latte crudo non è impacchettato e non viene trasportato per chilometri e chilometri. Non solo, ma se il latte erogato dai distributori non finisce entro un giorno, da esso vengono prodotti ricotta e altri tipi di formaggi squisiti. Insomma, il caro vecchio globo ce ne renderà merito.


Come raggiungere il distributore di latte crudo


CONSIGLI UTILI
Per prelevare il latte dall'erogatore ....

Utilizzate bottiglie di vetro, non di plastica

La bottiglia di vetro è lavabile e riutilizzabile centinaia di volte, recupererete in fretta l'investimento e risparmierete sia denaro che rifiuti.

Come lavare la bottiglia di vetro

In lavastoviglie, oppure con acqua calda ed un goccio di aceto bianco per sgrassarla. Risciacquare con poca acqua, ma più volte.

Come trasportare il latte fino a casa

Il latte va mantenuto freddo durante il trasporto per non interrompere la catena del freddo. Perciò portate sempre con voi una borsa o busta termica! Preferibilmente, passate al distributore come ultima tappa del vostro shopping alimentare.


QUALCHE NOTIZIA IN PIU'
Si definisce "latte crudo" il latte allo stato naturale ....

Che cos'è il latte crudo

Si definisce "latte crudo" il latte allo stato naturale, così com'è prodotto dalla mucca, prima ancora che venga pastorizzato e impacchettato.
È latte che non ha subito trattamenti termici: intero e genuino, saporito, cremoso, vivo, con tante vitamine.

Quanti giorni si conserva il latte crudo?

2 giorni crudo, 4 o 5 giorni se bollito poco dopo l'acquisto.

Posso comprarne meno di un litro?

Certamente, in base a quante monete inserisci nel distributore. Se 1 litro di latte costa 1 euro, con 50 centesimi puoi averne mezzo litro, o addirittura 20 cc inserendo 20 centesimi

Con che frequenza viene riempito il distributore di latte crudo?

Quotidiana. Ogni giorno la "cartuccia" del latte rimasto viene sostituita con una piena, e la rimanenza di latte usata per fare il formaggio.

Le tettoie fotovoltaiche

Klimaenergy Award 2009
Il Comune di Settimo Rootaro si aggiudica il prestigioso premio alla fiera di Bolzano

L'impianto fotovoltaico è stato finanziato da Banca Etica